Panathlon - Club di Bassano del Grappa (VI)

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BASSANO DEL GRAPPA


 

  RASSEGNA STAMPA

 
 

ROUTES du PANATHLON - ITINERARI del 







PANATHLON-TRANSALPINA BIKE ROUTE N 1















COMUNICATO STAMPA - 27 agosto 2013








Risorge la proposta della Monaco-Venezia







Itinerario ciclistico di grande importanza
























L’idea è di quelle  che non si limitano a premiare  esclusivamente gli 







estimatori di una disciplina sportiva, ma, se portata a buon fine, può 







coinvolgere pubbliche amministrazioni, associazioni culturali, categorie 







economiche, dal commercio all’enogastronomia: tutto quanto, insomma, ruota 







attorno  ad un’offerta turistica di  prim’ordine. Parliamo dell’itinerario 







ciclistico Monaco-Venezia, una proposta nata anni addietro ma che era poi 







finita nell’oblio. Ebbene ora la si vuole  far risorgere e le prospettive che 







si tratti di un rilancio veramente alla grande ci sono tutte.







Ma vediamo come  e da chi è nata questa idea. Era il settembre del 2005 quando 







una pattuglia di quindici bassanesi  tramutava in realtà il progetto della 







“Transalpina bike”, ovvero il percorso ciclistico che da Monaco di Baviera  







porta a Bassano, per poi continuare fino a Venezia. L’ideatore di questa 







splendida avventura era allora (e lo è tuttora) Aldo Perin, un ex agonista del 







Veloce Club Bassano, che con puntiglio e decisione era riuscito a lanciare, e 







portare a compimento,  l’ambiziosa proposta. S’era continuato poi per altri 







quattro anni fino ad arrivare, nell’ultima edizione, in Piazza San Marco, bici 







alla mano. Dopo quattro anni di stasi in cui il progetto pareva fosse stato 







sepolto si è tornati alla carica con determinazione, grazie all’accoppiata 







Panathlon e Veterani dello sport di Bassano del Grappa. A sostenere lo sforzo 







organizzativo di Aldo Perin, padre dell’iniziativa, si sono aggiunti 







il presidente della sezione bassanese dei “Veterani dello sport”, nonché panathleta, 







Rino Piccoli, il segretario dell’associazione, Carmine Abate e il dott. Giovanni 







Umberto Sala consigliere Panathlon. A dare slancio all’operazione ci ha pensato 







il nuovo presidente del Panathlon Internazionale, Giacomo Santini, grande amico 







dei bassanesi ancora dai tempi dei campionati mondiali di ciclismo su pista del 1985,







che lo hanno visto quale responsabile dell’ufficio stampa della manifestazione 







iridata. 







A settembre quindi un nuovo gruppo di  appassionati delle due ruote tornerà in 







sella partendo dalla pittoresca Marienplatz, cuore della capitale della 







Baviera, per affrontare gli oltre cinquecento chilometri che dividono la città 







tedesca dalla perla dell’Adriatico, Venezia.







Per mettere a punto le varie fasi dell’operazione i quattro organizzatori 







bassanesi (Perin,Piccoli,Abate, Sala) hanno effettuato diversi incontri con i 







maggiorenti delle sezioni del Panathlon tedesche, austriache e venete, al fine 







di coinvolgerle in un’iniziativa che ha, come scopo finale, la definizione di 







un itinerario cicloturistico, capace di richiamare un numero crescente di 







turisti dai paesi del nord.







Il tracciato della “Transalpina bike Monaco-Venezia” è già stato ampiamente 







collaudato nelle edizioni precedenti. Come dicevamo, la partenza è dal cuore di 







Monaco per imboccare, subito dopo, la strada che porta a Grunwald e alla 







pittoresca cittadina di Bad Tolz. Da qui a Mittenwald il passo è breve. E’ 







questa la prima tappa del viaggio che offre la possibilità ai ciclisti di 







godere dei numerosi affreschi murali che abbelliscono le case della cittadina 







quasi a confine con l’Austria. La seconda tappa conduce ad Innsbruck, 







affascinante capitale del Tirolo. Con la terza si scavalca il Brennero, unica 







vera , importante salita che porta i cicloturisti dai 574 metri di Innsbruck ai 







1374 del passo che divide l’Austria dall’Italia. La splendida ciclabile, che da 







qui si diparte, favorisce l’arrivo a Bressanone per la sosta notturna.







La quarta tappa vede  il passaggio per il capoluogo altoatesino di Bolzano e l’







arrivo a Trento, lungo un percorso tutto ciclabile, ben segnalato ed agevole. 







Con la quinta si arriva a Bassano del Grappa,dopo avere superato le gallerie 







trentine passando per il paesetto di Civezzano ed  essersi immessi, a 







Caldonazzo, nella ciclabile della Valsugana prima e del Brenta poi fino alla 







Piovega di sotto  in Comune di Enego, da dove si segue la comunale della 







Valgadena, fino a Valstagna e la provinciale Campesana Valvecchia, fino a 







Bassano.







A Venezia si arriva con la sesta tappa passando per le città murate di 







Cittadella prima e di Castelfranco Veneto poi.







Nell’ultimo incontro, svoltosi ad Innsbruck fra i tre organizzatori bassanesi 







ed i referenti del Panathlon di Germania, Austria, Alto Adige, Trentino e 







Veneto, si è parlato della necessità di tabellare questo itinerario che  sarà 







pubblicizzato dal sito internazionale del Panathlon. Altra proposta 







interessante è quella di raccogliere una serie di pubblici esercizi, situati 







lungo il percorso, che diventino “Amici della Transalpina bike”, offrendo 







servizi ed agevolazioni a quanti sostino, con la loro bici, fra bar, 







ristoranti, alberghi, pensioni e quant’altro.







Ultima cosa altrettanto importante è l’apertura di questo itinerario 







cicloturistico all’handbike , vale a dire all’uso della bicicletta azionata con 







le braccia e normalmente usata da quanti hanno problemi di disabilità alle 







gambe. L’edizione 2013 della “Transalpina bike” servirà proprio ad individuare, 







grazie all’aiuto dei diversi Panathlon, un percorso adatto a chi usa questo 







tipo di bicicletta.







Tutto è pronto insomma per ridare vigore ad un progetto che vuole aprire nuove 







frontiere agli amanti della bici per andare a scoprire una terra, quella del 







nostro Veneto, ricca di storia, di bellezze naturali ed architettoniche, ma 







anche di prodotti della gastronomia non certo da sottovalutare.







Quanto sia importante puntare su questa forma di turismo  in continua crescita 







lo stanno a dimostrare alcune cifre. La più bella e più conosciuta ciclovia d’







Europa, quella che corre lungo il Danubio unendo la cittadina tedesca, Passau, 







con la capitale austriaca , Vienna, lunga 320 chilometri, assiste annualmente 







ad un passaggio di cicloturisti attorno alle 400 mila unità. Il ritorno 







economico di questa ondata di turisti della bici , s’è calcolato che lo scorso 







anno, sia stato superiore ai 200 milioni di euro. Quella dell’Elba, in 







Germania, ha favorito un ritorno, in termini monetari, di 92 milioni di euro. 







Restando vicino casa, le ciclabili trentine della Val di Sole, della Valsugana, 







della Val d’Adige e del Garda, nel 2011, hanno prodotto un volume d’affari pari 







ad 86 milioni di euro. Sono numeri questi che la dicono lunga sulla valenza di 







una “industria” che  l’Italia ha sempre sottovalutato. In Austria, 







ricordiamolo, il quindici per cento del fatturato turistico della nazione è 







dato proprio dal cicloturismo.


 

 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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